Cura dei migranti tra pastorale della mobilità e mobilità della pastorale
Parole chiave:
Migranti, cura pastorale, Codice di diritto Canonico, Codice dei canoni delle Chiese orientali, istruzione Erga migrantes caritas ChristiAbstract
La cura pastorale che la Chiesa è oggi in grado di assicurare ai migranti è frutto di una lunga esperienza che ha saputo inventare, collaudare e perfezionare strutture sempre più rispondenti alle esigenze della pastorale della mobilità che si rivela efficace quando è capace di promuovere la mobilità della pastorale. Grazie al Vaticano II, che pose le basi di una vera e propria rivoluzione nell’attenzione pastorale verso i migranti, come venne man mano emergendo nei documenti postconciliari, e grazie al CIC e al CCEO, che sistematizzarono e tradussero in linguaggio giuridico-istituzionale tali innovazioni, la Chiesa può contare su una pastorale per i migranti strutturata, la cui organizzazione postcodiciale è collocata nell’istruzione Erga migrantes carists Christi, che ha emanato norme circa la cura pastorale dei migranti. Il contributo presenta le novità dell’istruzione, i punti di forza e le criticità. Dall’esame complessivo emerge che la Chiesa ha elaborato una pastorale specifica per i migranti, sia latini sia orientali, e ha collaudato strutture pastorali flessibili e attente ad una cura pastorale in movimento. La pastorale specifica non è una anomalia da tollerare; l’inserimento dei migranti nella comunità ecclesiale di accoglienza deve avvenire con gradualità, coinvolgendo le comunità di partenza e quelle di arrivo, sotto la responsabilità del Pastori.
Parole chiave: Migranti; cura pastorale; Codice di diritto canonico; Codice dei canoni delle Chiese orientali; istruzione Erga migrantes caritas Christi.

